Storia del borgo

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E’ collocata sulle colline che vanno dal Monte Cetona a Montepulciano, area che si è caratterizzata da un susseguirsi di insediamenti, dal neolitico all’età del bronzo, dal villanoviano fino alla nascita della grande civiltà etrusca. Sulle colline che dominano la Valdichiana, tra Poggio Bacherina e Le Piane, sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici e proprio in questa area scaturisce la sorgente Sillene, luogo di culto e di medicina, dove gli etruschi costruirono un tempio nel V secolo a.C. Anche la sorgente Acqua Santa era conosciuta dagli antichi e veniva utilizzata per il bagno.
Chianciano, posta in posizione ben difendibile, divenne castello e crebbe tra il X e l’XI secolo. Fu proprietà della famiglia dei Manenti di Sarteano conti di Chiusi che dominarono sul territorio che va dal Lago Trasimeno alla Val d’Orcia e al Monte Amiata (della stessa epoca è la costruzione del battistero, dove sarebbe stata eretta la pieve di San Giovanni, oggi Collegiata). Nel XI e XII secolo si sviluppò progressivamente grazie alle attività commerciali e alla produzione agricola e il complesso urbano fu cinto da mura. Sottomessa a Siena (1230) dai conti Manenti pochi anni più tardi, quando questi passarono alla repubblica di Orvieto (1237) ne subì le sorti e quando i conti, spinti da ristrettezze, cominciarono a vendere i loro diritti, compresi quelle delle acque termali di Chianciano, ai comuni ed ai privati. Le nuove classi mercantili colsero l’occasione e si rivoltarono con la definitiva cacciata dei Manenti nel 1276. Sconfitti i Manenti, nel 1287 la comunità si dà i primi Statuti, esempio notevole e raro di diritto basso-medioevale dei centri minori. In epoca comunale i bagni risorsero a nuova vita e nella seconda metà del Trecento furono frequentati anche da Agnese Cenni, la Santa di Montepulciano, la quale si racconta abbia fatto qui alcuni miracoli. In epoca Medioevale il periodi di massimo sviluppo della frequenza dei Bagni di Chianciano è intorno alla metà del XIV secolo.

Dopo alterne vicende la comunità si dà nuovi Statuti nel 1544 e si sviluppa nel secolo successivo. Tra le alterne vicende storiche, dal 1737 in poi, con la consegna da parte delle potenze europee del Granducato di Toscana agli Asburgo-Lorena che modificarono profondamente la politica dei Medici, anche il territorio di Chianciano subisce una nuova modifica e nel 1777, in seguito alla Riforma Comunicativa per la Provincia Superiore dello Stato di Siena, fu aggregata alla Comunità Riunita di Sarteano. Sul finire del Settecento, dopo l’arrivo delle truppe francesi, all’interno della Società Toscana si accentuarono contrasti e ai tumulti di protesta popolare antigranducali, iniziati nel 1790, causati dallo stato di estrema povertà, seguirono movimenti che strumentalizzando lo scontento popolare, furono indirizzati in senso antifrancese fino a diventare un vero e proprio movimento reazionario a partire dal 1799, anno di occupazione della Toscana dai francesi. Anche Chianciano fu coinvolta in questi tumulti noti con il nome di “Viva Maria”.

In questi anni tra la comunità di Chianciano e quella Unita di Sarteano si aprono profonde lacerazioni e il governo granducale accolse la richiesta, che da molti anni veniva avanzata dai chiancianesi, di far tornare la Comunità autonoma e così, dopo trent’anni, con il Motuproprio del 14 aprile 1807, Chianciano ritrova la propria autonomia. La motivazione fondamentale per cui i chiancianesi chiedono l’autonomia è incentrata nel rilancio delle terme. Nel mese di maggio 1808 la Toscana viene annessa all’impero francese, che tenta di introdurre nel settore termale elementi di modernizzazione ed efficienza. Inizia, così, un periodo di grandi investimenti soprattutto negli stabilimenti termali, nella manutenzione e nella ricostruzione delle strade. I moti rivoluzionari del 1948-1949, che scossero tutta la Toscana, coinvolsero anche Chianciano sotto il profilo civile de economico, ma la situazioni presto si ristabilizzò e con l’Unità d’Italia riprendono gli investimenti, per migliorare la cittadina termale, e dal 1878 la gestione diretta delle Terme torna al Comune che presto le darà in gestione. La definitiva affermazione della Stazione Termale va dal 1914 al 1938 e il forte sviluppo della domanda termale dei primi anni Venti impose l’adeguamento delle infrastrutture e nel 1928 fu inaugurato il nuovo Stabilimento dell’Acqua Santa, che fu nuovamente riprogettato, così come oggi lo vediamo.

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